La storia segreta della Piuma d’Angelo
C’è una storia che mi piace immaginare quando lavoro a una Piuma d’Angelo.
Non è qualcosa che si trova nei libri.
È una di quelle storie che si tramandano piano, quasi come un sussurro.

Si dice che ogni tanto, quando qualcosa di invisibile attraversa il cielo, una piuma si stacchi e scenda lentamente verso la terra.
Non cade per caso.
Si posa dove deve posarsi.
A volte su un prato, a volte su un sentiero, a volte in mezzo a un bosco. E lì resta, silenziosa, come un piccolo segno dimenticato.
Con il tempo la terra la accoglie.
Il vento la copre.
Le stagioni passano sopra di lei.
E lentamente quella piuma entra nella materia del mondo.
Si nasconde nel legno degli alberi, nelle loro fibre, nelle venature che crescono anno dopo anno. Rimane lì, invisibile, custodita nella memoria della materia.
Aspetta.
Aspetta qualcuno che sappia guardare davvero.
Quando creo una Piuma d’Angelo, mi piace pensare che il mio lavoro sia solo questo:
trovare quella piuma nascosta e liberarla.
La osservo nel legno, la seguo con le mani, la faccio emergere dalla materia che l’ha custodita per tanto tempo.
Quando poi la luce attraversa il legno e la piuma si illumina, succede qualcosa di semplice ma profondo.
È come se quella piuma tornasse a ricordarsi di essere luce.
E forse anche noi, guardandola, possiamo ricordare qualcosa di noi stessi.
Che anche con radici profonde nella terra,
una parte della nostra anima sa ancora volare. ✨