Categoria: Promemoria #1

  • Lettera a chi è stanco di correre

    Promemoria 1

    Se sei arrivato fin qui, forse sei più stanco di quanto pensi.

    Non quella stanchezza che passa con una notte di sonno.
    Quella più sottile. Più silenziosa.
    Quella che ti accompagna anche quando tutto sembra andare avanti normalmente.

    A volte si nasconde dietro piccoli segnali:
    la testa piena, confusione, la sensazione di non avere mai davvero tempo.

    E la cosa più strana è questa: spesso non ce ne rendiamo nemmeno conto.

    Perché siamo cresciuti così.
    Dentro un ritmo che non abbiamo scelto davvero.

    Un ritmo che ci insegna a fare, accumulare, inseguire.
    A passare da un obiettivo all’altro, come se da qualche parte, più avanti, ci aspettasse finalmente qualcosa.

    La felicità.
    Il benessere.
    La sensazione di essere “arrivati”.

    Ma quel punto, molte volte, si sposta continuamente.
    E mentre lo rincorriamo, la vita scorre.

    Giorno dopo giorno.
    Senza che ce ne accorgiamo davvero.

    E così può succedere una cosa semplice, ma profonda:
    arrivare alla fine di un periodo, di un anno… o di molto di più,
    senza essersi mai fermati davvero.

    Senza essersi mai chiesti:
    di cosa ho veramente bisogno?

    Non cosa devo fare.
    Non cosa devo raggiungere.
    Ma cosa mi serve davvero.

    Per stare bene.
    Per sentirmi vivo.
    Per sentirmi in pace.

    Fermarsi non è perdere tempo.

    Fermarsi è tornare a vedere.

    È creare uno spazio in cui possiamo ascoltare qualcosa che, nel rumore, non riusciamo più a sentire.

    A volte basta poco.

    Un respiro fatto davvero.
    Un momento di silenzio.
    Una luce accesa lentamente, senza fretta.

    Non serve capire tutto.
    Non serve risolvere tutto.

    Serve solo iniziare a fermarsi.

    Anche per poco.

    Perché è in quei momenti che succede qualcosa di importante:
    torniamo a noi.

    E forse scopriamo che non abbiamo bisogno di correre di più.

    Ma di ricordare.

    Ricordare cosa conta davvero.
    Ricordare cosa ci fa stare bene.
    Ricordare chi siamo, sotto tutto il resto.

    Se sei stanco di correre, non devi fare un altro sforzo.

    Devi solo fermarti.

    Anche adesso.

    A volte basta un gesto semplice.

    Accendere una luce.
    Osservare qualcosa che non chiede nulla, se non la tua presenza.
    Lasciare che il tempo rallenti, anche solo per pochi istanti.

    È da qui che nasce ogni Piuma d’Angelo.

    Dal bisogno di creare non un oggetto,
    ma un momento in cui tornare.

    Un piccolo spazio in cui non devi diventare niente,
    non devi raggiungere niente,
    non devi dimostrare niente.

    Solo respirare.

    E ricordare.

    Che forse non sei qui per correre.

    Ma per vivere, davvero.